mercoledì 6 giugno 2012 
 

Osteopatia Viscerale
Cos'è l'Osteopatia viscerale. A 'Cose dell'altro Geo' la spiegazione dell'osteopata Pompili http://www.tuttosteopatia.it/nav/blog/b-osteopatia/varie-sullosteopatia/cose-losteopatia-viscerale-a-cose-dellaltro-geo-la-spiegazione-dellosteopata-pompili/

 mercoledì 6 giugno 2012 
 

Osteoporosi, alimentazione ed Osteopatia
L'osteoporosi appare rilevante nell'immobilizzazione. Una vita sedentaria e la mancanza di esercizio fisico possono quindi determinare una riduzione delle forze meccaniche sull'osso ed aumentare la progressione di tale forma. Infine, vale la pena di segnalare che una dieta eccessivamente acida (troppo ricca di proteine) conduce a una demineralizzazione dell'osso nel tentativo di tamponare tale carico acido...'. (Rugardi, Medicina interna sistematica Ed Masson pag. 650). Ancora oggi ci sono trasmissioni televisive o articoli che veicolano il messaggio secondo cui un consumo massiccio di latte e derivati sarebbe il rimedio principale all'osteoporosi. La vera causa dell'osteoporosi E' vero invece che un eccesso di latte e derivati, insieme ad un'alimentazione iper proteica (in particolare di origine animale), causa l'acidificazione del sangue. Affinché il corpo sia in equilibrio acido/basico, invece, deve mantenere un ph pari a 7,4. Nel caso si ecceda nell'alimentazione iper proteica, l'organismo deve provvedere a compensare il disequilibrio neutralizzando gli acidi in eccesso e utilizzando una grossa fonte di ioni positivi, cioè il calcio nelle ossa. Da qui la demineralizzazione ossea, quindi l'osteoporosi. L'apporto di verdura cruda, invece, tende a basificare l'organismo. Non a caso, storicamente nei ristoranti di una volta, la bistecca (acida) veniva servita con insalata e limone (che incredibilmente basifica). Cos'è il pH Per pH si intende il valore acido o basico di una qualsiasi sostanza, ed è misurato da una scala che parte da 0 ed arriva a 14. Tanto più ci si avvicina a 0, tanto più la sostanza in questione è definita acida; andando verso il 14 ci si muove in ambiente basico o alcalino. La condizione di neutralità prevede valori di pH a 7. Il nostro sangue normalmente ha un pH che si aggira intorno al 7,4, quindi leggermente alcalino. Anche tutti gli alimenti che normalmente assumiamo con la dieta hanno una carica acida o basica. Sul fatto che al momento una delle cause principali dell'osteoporosi sia un eccesso di proteine di origine animale con il testa il latte è avvallato da numerosissime ricerche e pubblicazioni, e da eminenti studiosi come il Dott. Franco Berrino dell'Istituto Tumori di Milano. (A questo proposito leggi l'articolo pubblicato su Tuttosteopatia.it). Per tutte le problematiche che ci affliggono non c'è mai una causa sola ma una serie di con-cause che tuttavia hanno un “peso” diverso. Nel caso dell'osteoporosi, un'altra concausa molto importante è la mancanza di carico fisico prolungato. La maggior parte delle casalinghe, pur muovendosi in casa sono lontane dal produrre un carico sulle ossa e un movimento tale da giustificare da parte dell'organismo un investimento in termini di apporto di calcio alle ossa. Valga per tutti l'esempio della demineralizzazione ossea che subiscono gli astronauti nella loro permanenza nello spazio. Non essendoci carico il corpo non ritiene opportuno “investire” il calcio nelle ossa. Non ultimo è l'apporto di vitamina D che, come sappiamo, è stimolata dall'esposizione alla luce solare, anche qui le nostre casalinghe hanno difficoltà a recuperare la dose giornaliera consigliata: La luce che cura Ricapitolando il rimedio naturale dell'osteoporosi è: - Fare una passeggiata all'aria aperta di almeno 30 minuti al giorno tutti i gg senza interruzioni (Leggi qui l'articolo sull'importanza si camminare); - Seguire un'alimentazione che prevede come base frutta, verdura, cereali diversi e un apporto di diversi tipi di proteine soprattutto di origine vegetale, ma in quantità contenuta; _ Fare una seduta osteopatica per accertarsi che l'intestino funzioni al meglio, perché quello che conta non è ciò che mangiamo ma ciò che digeriamo; _ Prestare attenzione all'equilibrio acido base nell'alimentazione e, se proprio abbiamo necessità di integrare, mangiare degli alimenti con un buon contenuto di magnesio.

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 mercoledì 6 giugno 2012 
 

Aspartame
Il corpo umano è la farmacia di Dio ed ha in sé tutti i liquidi, farmaci, olii lubrificanti, oppiacei, acidi ed antiacidi, e tutti i tipi di farmaci che la saggezza di Dio ha pensato necessari alla felicità dell'uomo ed alla sua salute”. A dirlo, più di cent'anni fa, era Andrew Taylor Still, padre dell'Osteopatia e quindi fautore del principio sul quale si basa questa disciplina: stare in salute senza ricorrere a sostanze chimiche, a partire proprio da ciò che mangiamo. I prodotti alimentari, infatti, troppo spesso contengono additivi dannosi per la salute che il consumatore inconsapevole assume quotidianamente. Per fortuna ci sono trasmissioni televisive come Report (Rai 3) che portano all'attenzione del grande pubblico ciò che diciamo da tanti anni, sia attraverso le pagine di questo portale che nel lavoro quotidiano con i pazienti. La puntata di Report andata in onda il 29 aprile scorso dal titolo “Dolce è la vita” ha acceso i riflettori sull'aspartame, un additivo contenuto in migliaia di prodotti alimentari, sul quale l'inchiesta condotta dalla giornalista Sabrina Giannini, ha gettato moltissime “ombre”. Aspartame: cos'è Sono 30 anni che assumiamo aspartame; si trova in più di 5mila prodotti e ufficialmente “solo l'1 per cento dei consumatori ha denunciato effetti collaterali”. Ma l'aspartame è la sostanza più segnalata dai consumatori. La conferma arriva nel 1995, quando un'attivista americana richiede l'elenco degli effetti collaterali arrivati alla FDA (Food and Drug Administration). Le segnalazioni risultano essere più di settemila… I sintomi principali sono mal di testa, vertigini, problemi di equilibrio, alterazioni dell’umore, nausea, dolori addominali e crampi, problemi alla vista, diarrea e all'ottavo posto: crisi e convulsioni. “Quando si ingerisce aspartame – dice infatti lo psichiatra Ralph Walton – si alterano le percentuali di due neurotrasmettitori, la neoadrenalina e la serotonina e di conseguenza si va ad alterare la funzione cerebrale. In alcune persone è l’alterazione dell’umore, in altre attacchi di panico”. Bevande light super zuccherate, caffè col dolcificante artificiale, gomme da masticare, sono solo alcuni prodotti alimentari che assumiamo giornalmente contenenti aspartame, il quale tra l'altro è contenuto perfino nei farmaci pediatrici. 200 volte più dolce dello zucchero, è present in moltissimi prodotti. Le autorità sanitarie (Comitato sugli additivi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità) ci dicono qual è la dose ammissibile: 40mg per kg. Ma noi come facciamo a sapere quando superiamo questa dose visto che sulle etichette non c'è scritto? Ciò che sappiamo è che la molecola dell'aspartame è composta da due aminoacidi: la fenilalanina e l'acido aspartico. La prima arriva direttamente nel cervello perché non ci sono altri aminoacidi che la bloccano, invece quando mangiamo quello che producono le mucche i livelli di fenilalanina nel cervello non aumentano. Anzi, diminuiscono. Esiti inquietanti delle ricerche effettuate dall'Istituto Ramazzini di Bologna hanno rilevato il rischio di cancro associato a una dose di 20 mg per chilo, ovvero la metà di quella ammessa (40mg per kg)!!!! A far riflettere, inoltre, il fatto che entro settembre la EFSA, la società europea per la sicurezza alimentare dovrà riformulare un verdetto sui rischi dell'aspartame. Come mai, visto che parliamo di un dolcificante sul mercato dal 1981? Perché l'aspartame fa male e numerose ricerche lo dimostrano. Gli studi americani effettuati 30 anni fa, invece, che di fatto hanno dato il via libera alla commercializzazione di aspartame, erano finanziati dalla SEARLE, produttore di aspartame. Stando al servizio messo in onda da Report, questo spiegherebbe come mai questa molecola sia stata giudicata innocua per la salute al punto da ritrovarla, ad oggi, in più di 5mila prodotti, medicinali compresi. Come emerso dall'inchiesta di Rai 3, già nel 1971 John Olney, patologo e psichiatra dell'università di Saint Louis, scoprì che l'acido aspartico che compone l'aspartame aveva provocato piccoli buchi nel cervello dei topi. L'avvocato dei consumatori di Washington, James Turner, inoltre, trovò allarmante un altro studio che la Food and Drug Administration aveva ignorato. A sette giovani scimmie fu fatto bere latte con aggiunta di aspartame per un anno. Cinque furono colpite da crisi epilettiche gravi. E una delle scimmie morì nel corso dell'esperimento. Nonostante ciò, il via libera alla commercializzazione dell'aspartame risale al 1981 negli Statu Uniti (l'anno dopo anche in Italia), quando l'autorità sanitaria americana certificò la sicurezza della sostanza per il consumo umano. Ma soltanto dopo 7 anni di polemiche, rapporti scientifici, inchieste. In realtà ancora oggi, è in forte dubbio l'affidabilità per la salute derivante dall'assunzione di aspartame, tanto che, dal 1997, proprio in Italia è in corso una ricerca dell'Istituto Ramazzini di Bologna che, nel 2005, pubblica il primo studio sui ratti secondo il quale l'aspartame è un agente cancerogeno. Rischi cancerogeni dell'aspartame: ecco gli studi dell'Istituto Ramazzini - Somministrazione di aspartame nel cibo, dalla vita prenatale induce tumori del fegato e polmonare in topi maschi svizzeri; - Rischi cancerogeni dei dolcificanti artificiali: il caso dell'aspartame; - Risultati dell'esperimento di cancerogenesi a lungo termine su ratti Sprague-Dawley esposti ad aspartame a partire dalla vita fetale. Il parere del prof. Franco Berrino sull'aspartame “Quelli che bevono le bevande diet, senza zucchero, ma con dei dolcificanti artificiali, hanno esattamente lo stesso rischio di sviluppare sindrome metabolica” ha detto il prof. Berrino ai microfoni di Report, il quale dunque ha raccomandato le persone in sovrappeso di non prendere dolcificanti artificiali. Questi infatti consentono di assorbire maggiormente il cibo solido. Per approfondimenti, scarica Il cibo dell'uomo, il libro del prof. Franco Berrino

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 mercoledì 6 giugno 2012 
 

Danni permanenti da vaccino pediatrico
Esiste un nesso tra vaccinazione e danni irreversibili per la salute umana. A stabilirlo diverse sentenze, ultima in ordine di tempo la sentenza n. 148 del 2012 emessa lo scorso 15 marzo, con cui il Tribunale di Rimini, sezione Lavoro, ha riconosciuto il nesso di causalità tra la vaccinazione trivalente Morbillo-Parotite-Rosolia - “non obbligatoria ma fortemente incentivata dallo Stato” come si legge nella sentenza - e l'autismo di un minore (B.V.), vittima di vaccino soffre di “Disturbo Autistico associato a Ritardo Cognitivo Medio”. Accolte tutte le richieste difensive, rendendo di fatto giustizia ad un bambino vittima del vaccino trivalente MPR effettuato il 26 marzo 2004 all'Ausl di Riccione. Parlano chiaro le motivazioni della sentenza che condanna il Ministero della Salute, attraverso un excursus irrimediabilmente discendente che ha visto la vita di questo bambino e della sua famiglia cambiare tragicamente da quel vaccino. Le reazioni avverse sul piccolo si sono manifestate subito, già lo stesso giorno in cui è stata effettuata la profilassi trivalente con nervosismo, diarrea. Gli effetti devastanti di questo vaccino si sono susseguiti tra il 2004 e il 2005 quando il minore ha iniziato a manifestare segni di grave disagio psico-fisico sino alla data più drammatica: il 31 agosto 2007, quando gli è stata riconosciuta un'invalidità totale e permanente al 100 per cento. Solo il 27 giugno 2008 è stato riconosciuto il nesso di causalità tra inoculo del vaccino e infermità dal dott. Niglio, confermato l'anno successivo dallo specialista dott. Massimo Montanari. Quello che ci deve far riflettere è che esiste una legge dello Stato, la Legge n. 210/1992 che stabilisce i danni da vaccino. Il fatto che lo stato abbia emesso una Legge per risarcire le vittime da danni da vaccino deve sensibilizzarci sulla frequenza con cui si verificano danni di questo genere. Il caso di Rimini è solo quello più recente, ma ce ne sono degli altri che testimoniano il nesso tra vaccini e autismo e anche che non solo è possibile citare in giudizio il Ministero della Salute, ma anche vincere questa battaglia. Il 2 dicembre 2009 il Tribunale di Busto Arsizio accoglie la domanda di risarcimento avanzata dai genitori di una bambina vittima di danni da vaccino, secondo la legge n. 210 del '92, riconoscendo di fatto, come si legge nella stessa sentenza “il nesso causale fra l'infermità e le vaccinazioni somministratele in data 16.12.1999 e le seguenti reazioni allergo-immunologiche post-vaccinali”. Scarica la sentenza. La malattia ha esordito immediatamente dopo la somministrazione dei vaccini del dicembre del 1999 con comparsa della perdita di equilibrio e regressione del linguaggio. “Il quadro clinico – si legge nella sentenza - si è aggravato in seguito alla ulteriore somministrazione vaccinale con Anti MMR del 15.6.2000, Anti Haemophilus Influenzae tipo B del 22.2.200 e Anti Polio del 30.1.2001”. Il 5 novembre del 2007 un articolo a firma di Carlo Galasso pubblicato su Il Resto del Carlino, racconta di un'altra “battaglia vinta”, quella di un ragazzo – all'epoca 22enne - che dopo 7 anni, ha visto riconosciuta la causa della suo autismo. Il giudice del Tribunale del lavoro di Genova ha dato ragione ad una famiglia originaria della Val di Magra, da poco tempo trasferitasi a Savona: il loro figlio è diventato autistico a causa della vaccinazione antipolio che all’epoca, siamo nel 1987, era obbligatoria. Riconoscendo il “nesso di casualità” di fatto il giudice ha condannato il ministero della sanità a corrispondere l’indennizzo previsto dalla legge del '92, che consiste in un vitalizio di circa 2.500 euro mensili. Sempre nel 2007, il 13 dicembre, il Tribunale di Milano ha emesso una sentenza che 'condanna la Asl provincia di Milano 3 a liquidare ai ricorrenti l'indennizzo di cui agli artt. 1 e segg. della legge 210 del '92'. Di fatto il Tribunale di Milano, sezione Lavoro, anche in questo caso ha riconosciuto il nesso di causalità tra vaccino e danni ad esso correlati. 'L'autismo diagnosticato al piccolo S.V. nell'agosto 2003 - si legge nella sentenza - è legato da nesso di causalità alla somministrazione di vaccino trivalente antimorbillo-rosolia-parotite 'Morupar' effettuata in data 27/11/2002, dopo che già a distanza di due mesi da tale somministrazione, il bambino aveva iniziato a manifestare segni di sofferenza neurologica'. Il bambino è vittima di 'lesioni del sistema nervoso centrale con conseguenze gravi e permanenti'. Il 24 settembre 2004 il Tribunale di Genova ha accolto la richiesta dei genitori di un bambino vittima da danni da vaccino, affetto - come specificato nella sentenza - da 'patologia neuropsichica cagionata da vaccino profilassi'. I danni da vaccino non riguardano solo l'autismo, anche altre patologie. Per esempio: “Il figlio contrae la poliomelite con la vaccinazione: entrambi i genitori vanno risarciti”. Così titolava un articolo apparso su La Stampa del 21 aprile 2010, dando notizia di quanto stabilito dalla sentenza 5190/10 emessa dalla terza sezione civile della Cassazione decretando che: ”quando in seguito alla vaccinazione il figlio contrae la poliomielite, non solo il piccolo ha diritto al risarcimento del danno – biologico, morale e patrimoniale – ma anche i genitori (singolarmente) devono essere indennizzati in rapporto alla vita di relazione e al dovere di assistenza continua e solidale al minore per il resto della sua vita dolorosa”. Quelle sopra menzionate sono solo alcune delle sentenze che conosciamo in merito. Per informazioni rimandiamo alla pagina Facebook dell'attivissimo Comilva Puglia e il Comitato nazionale Comilva “Il corpo umano è la farmacia di Dio ed ha in sé tutti i liquidi, farmaci che la saggezza di Dio ha pensato necessari alla felicità dell'uomo ed alla sua salute”. Questo il pensiero di Still, il padre fondatore dell'Osteopatia, e sulla base di questo concetto si sviluppa anche la mia considerazione osteopatica. Probabilmente il vaccino è solo la causa scatenante; di base quello che la maggior parte degli studiosi considerano è che il bambino possa aver già accumulato in utero un'intissocazione da metalli pesanti.

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prec |  [1] 2 succ